Le celebrazioni del Dantedì al 'Leardi'

Organizzate una serie di iniziative per promuovere i luoghi, l’opera e i valori di Dante, considerato il padre della lingua italiana e modello per l’intera Nazione

CASALE MONFERRATO

Dallo scorso anno, il 25 marzo si celebra il Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri: secondo gli studiosi, in quella data del 1300 sarebbe iniziato il viaggio oltremondano della Divina Commedia. Quest’anno, inoltre, l’avvenimento si carica di un ulteriore significato: ricorrono infatti i 700 anni dalla morte del Sommo poeta, avvenuta in esilio a Ravenna la notte tra il 13 e il 14 settembre 1321.

Per l’alto valore formativo e culturale di questa occorrenza, l’Istituto Superiore 'Leardi' ha organizzato una serie di iniziative per promuovere i luoghi, l’opera e i valori di Dante, considerato il padre della lingua italiana e modello per l’intera nazione.

«Dopo attenta riflessione, è stato deciso di offrire attività di approfondimento specifiche per singole classi o per gruppi omogenei di alunni – spiega la professoressa Donatella Barbierato, responsabile del Dipartimento disciplinare di Lettere. – I vari insegnanti, impegnati quotidianamente in DaD con i loro studenti, hanno avuto modo di proporre, nelle modalità e nei tempi più efficaci, uno o più aspetti legati alla figura di Dante per farne rivivere degnamente la memoria».    

Sui valori veicolati dalla Commedia e sull’imprescindibile ruolo svolto da Dante nella formazione della lingua italiana hanno lavorato anche molte classi d’Istituto: alcune, come le quinte Grafico, Turismo e CAT e il I segmento serale, hanno riletto le pagine del “Canto di Ulisse” tratte da Se questo è un uomo di Primo Levi, in cui il ricordo e la spiegazione dell’episodio del XXVI dell’Inferno diventa l’unica ancora di salvezza per l’autore, rinchiuso nel campo di concentramento di Auschwitz, per non perdere la sua umanità; altre, come la 4aAFM, partendo dalla lettura della descrizione degli ignavi del III canto dell’Inferno, hanno affrontato il doloroso tema dell’indifferenza, confrontando le terzine dantesche con pagine drammatiche della nostra storia recente, come l’atteggiamento tenuto da molti di fronte alla persecuzione ebraica della Shoah.  

Così, alcune classi, tra cui la 3aB Agrario del “Luparia”, la 2aA Turismo e la 2aA Liceo artistico 'Angelo Morbelli', hanno effettuato una visita virtuale di Ravenna, ultima città che ospitò Dante nel corso del lungo esilio. Gli alunni, accomunati dall’interesse verso la promozione del territorio e dell’arte, sono stati condotti alla scoperta del luoghi danteschi e della sua tomba monumentale, unica testimonianza materiale che la storia ha lasciato del poeta, recentemente riportata al suo splendore originario grazie a lavori di restauro. Un approfondimento territoriale è stato offerto anche alle classi terze del corso Turismo: si è ripercorso il poema dantesco alla ricerca del Monferrato e dei personaggi illustri incontrati da Dante nel suo viaggio dei regni ultraterreni.

Un percorso sul tema della libertà, attraverso i passi più significativi della Commedia, è stato invece proposto agli alunni della 3aA CAT e del 2° segmento serale AFM: il viaggio si è articolato dalla discesa all’inferno del primo canto alla risalita “a riveder le stelle”, dall’incontro con Catone al dialogo sul libero arbitrio con Marco Lombardo, nel canto XVI del Purgatorio. «Gli alunni hanno scoperto che tutto il viaggio di Dante nell’aldilà è un viaggio alla ricerca di sé e del proprio cuore – spiega la professoressa Livia Novelli. – A metà del cammino, il XVI del Purgatorio, il 50° canto, il poeta e gli studenti, attraverso le parole di Marco Lombardo, hanno imparato che essere liberi è appartenere, legame, è dipendere da qualcuno: l’esperienza semplice, ma vera, che i bambini fanno con i loro genitori». Lasciandosi ispirare da opere d’arte, come l’affresco della Creazione della Cappella Sistina o i Primi Passi di Van Gogh, da commenti autorevoli, come quello del prof. Franco Nembrini, e da interpretazioni d’autore di maestri del teatro italiano, come Vittorio Gassman o Roberto Benigni, gli alunni si sono cimentati in una loro personale lettura del testo dantesco e nella registrazione di un filmato originale. «Omaggiare Dante significa riconoscere la funzione centrale della poesia nella promozione della cultura e della lingua italiana – conclude la docente. – Tutti gli studenti, anche quelli di origine straniera, hanno avuto modo di rendere proprio un aspetto fondante della nostra identità nazionale».

Ancora, la 4aA Turismo, partendo dalle riflessioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo cui occorre sottolineare il carattere universale dell’opera di Dante, capace di leggere l’animo umano indipendentemente dall’epoca storica, senza appiattirne la profondità compiendo opere forzate di attualizzazione, ha affrontato un percorso linguistico e tematico sui valori cantati da Dante che ancora oggi vivono in noi. «Partendo dalla campagna dell’Accademia della Crusca “La parola di Dante fresca di giornata”, iniziativa che diffonde sui social un termine della Commedia al giorno, è stato possibile promuovere, far scoprire e approfondire la grande eredità linguistica e culturale lasciata dal Sommo poeta – racconta il professor Luca Talenti. – Con la classe siamo partiti dalla voce “trasumanar”, che, come ricorda Claudio Marazzini, è il neologismo dantesco che “indica un’esperienza che va oltre l’umano, usato da Dante per indicare l’avvicinamento a Dio, ma che può essere esteso ad ogni condizione che vada al di là dell’esprimibile, dove le parole non bastano più”. Ritengo che permettere agli studenti di identificare quelle esperienze che rappresentano una svolta nella loro vita e cercare di aiutarli a trovare le parole per esprimere le loro emozioni sia una delle lezioni più significative che possiamo trarre da Dante».

Tante iniziative, unite tutte dallo stesso obiettivo: far comprendere alle nuove generazioni che Dante, ma più in generale la poesia e le nostre eccellenze della tradizione artistica, fanno parte di un patrimonio dal valore inestimabile, da valorizzare e da difendere contro l’oblio cui talvolta sembra destinato.

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