L'Anpi: 'Solidarietà ai migranti che fuggono da condizioni di vita impossibili e al personale delle Ong'

Lettera della sezione cittadina dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

CASALE MONFERRATO

La sezione cittadina dell'Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d'Italia ha inviato questa lettera sulla attuale questione dell'immigrazione e delle recenti dichiarazioni del ministro degli Interni Matteo Salvini.

“Il Ministro degli Interni – inizia la lettera dell'Anpi – rappresenta tutti gli Italiani pur attuando le politiche proposte da coloro che hanno contribuito alla sua elezione. Politiche alle quali ci si può democraticamente opporre come avviene nelle normali dinamiche democratiche”.

“Quando però, con toni sprezzanti ancora da campagna elettorale, definisce fruitori di una presunta “pacchia” i disperati che fuggono da guerre, persecuzioni e fame, rischiando la morte nel deserto e in mare, equiparando lo organizzazioni umanitarie agli scafisti, egli non può più essere considerato un Ministro della nostra Repubblica ma semplicemente il capo di un partito xenofobo e razzista”.

“Possiamo considerare una “pacchia” lavorare nei campi di pomodori per 3 euro all’ora (per 12 ore al giorno)? Con il rischio di essere ammazzati se si vogliono affermare i propri diritti. Per non parlare di coloro che, dopo anni di regolare lavoro e contributi versati, perso il lavoro diventano irregolari a causa della legge Bossi-Fini”.

“Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti coloro che fuggono da condizioni che rendono impossibile una vita dignitosa, condizioni spesso determinate dalle politiche di quegli stessi Paesi Occidentali che poi ne respingono le vittime. Esprimiamo la stessa solidarietà alle donne e agli uomini delle organizzazioni che con sacrificio personale salvano altre donne e uomini attuando i principi fondanti della nostra Civiltà, affermati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nella nostra Costituzione”.

“Come afferma Domenico Quirico "Il problema della migrazione non è questione di compassione o bontà. L’accoglienza è una questione di diritti in quanto esseri umani: lo siamo “noi”, lo sono “loro”. #umanitàperta #apriteiporti”

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