L'Anpi Camagna alla commemorazione del 76° anniversario dalla Battaglia del Lys, nel Comune di Issime

Il presidente Beccaria: 'Una celebrazione in ricordo di uno dei molti mosaici di storie che contraddistinguono il grande quadro dell'antifascismo e della lotta di Liberazione'

CAMAGNA MONFERRATO

Il 25 luglio eravamo sui campi e non avevamo sentito la radio. Vengono degli amici e ci dicono che il fascismo è caduto, che Mussolini è in galera. È festa per tutti. La notte canti e balli sull’aia. Dovevano cadere così. Sembrava chissà che, e sono caduti con uno scherzetto. Ma è perché, mentre loro parlavano di impero e costruivano propagande, il popolo faceva come Forbicino, e tagliava tagliava, finché tutto il castello era posato sull’aria, e molti non se ne accorgevano, e dicevano: che bel castello. E invece era tutta finzione e vergogna.

Facciamo subito un gruppo di contadini e andiamo a Reggio, per la strada tutti si aggiungono e la colonna diventa un popolo. Ognuno sembrava che aveva vinto lui, e questa era la forza. Ci sentivamo tutti capi di governo. Arriviamo sotto le carceri di San Tomaso e chiediamo la liberazione dei fratelli antifascisti. Si aprono le porte ed escono i patiti, i sofferenti, i testardi antiregime, i controcorrente, quelli insomma che avevano misurato col cervello dove andava veramente la corrente sotto l’increspata. Hanno barbe e occhi frizzanti, ci abbracciano e sono tutt’ossa, altri invece sono grassi e acquosi, andati a male nel buio.

Ma il piacere è breve, perché bisogna pensare alla situazione. È Aldo che ci ricorda la frase di Badoglio: «la guerra continua a fianco dei tedeschi». I rospi verdi infatti ci guardano da fermi e sembra che aspettino. Ma è pure Aldo che ci dice di far esplodere la contentezza, intanto si vedrà.

E propone: – Papà, offriamo una pastasciutta a tutto il paese.

Bene – dico io – almeno la mangia.

E subito all'organizzazione. Prendiamo il formaggio dalla latteria, in conto del burro che Alcide Cervi si impegna a consegnare gratuitamente per un certo tempo quanto basta. La farina l'avevamo in casa, altri contadini l'hanno pure data, e sembrava che dicesse mangiami, ora che il fascismo e la tristizia erano andati a ramengo. Facciamo vari quintali di pastasciutta insieme alle altre famiglie. Le donne si mobilitano nelle case intorno alle caldaie, c'è un grande assaggiare la cottura, e il bollire suonava come una sinfonia. Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore.

Così ricordava Alcide (papà) Cervi, di quel 25 luglio che, ormai da qualche anno, è diventata la data in cui celebrare la pastasciutta antifascista, sulla scia di quell'iniziativa spontanea e popolare, portatrice di speranza di vedere presto la fine del conflitto.

Ma l'indomani, il 26 luglio 1943 come ebbe a dire Duccio Galimberti sulla piazza di Cuneo, la situazione si rivelerà un po' più complessa: “Sì, la guerra continua fino alla cacciata dell’ultimo tedesco, fino alla scomparsa delle vestigia del regime fascista, fino alla vittoria del popolo italiano che si ribella contro la tirannia mussoliniana, ma non si accorda a una oligarchia che cerca, buttando a mare Mussolini, di salvare se stessa a spese degli Italiani”.

(Foto del monumento, nel vicino parco giochi, dedicato a Raimondo e Ruggiero Jona, arrestati a Issime il 7 dicembre 1943 perché ebrei e uccisi ad Auschwitz il 26 febbraio successivo)

Quest'anno, per le norme dovute alla pandemia, la Sezione ANPI Eusebio Giambone – Banda Lenti di Camagna Monferrato non è riuscita a celebrare, come avrebbe voluto, tale ricorrenza, per cui ha deciso di inviare una piccola delegazione per partecipare alla commemorazione del 76° anniversario dalla Battaglia del Lys, nel Comune di Issime (AO). Lo scontro, avvenuto il 25 luglio 1944 con il concorso di formazioni locali, del Biellese e del vicino Canavese, pur ad un alto prezzo di vite umane, costituì una delle più decise e brillanti azioni partigiane in Valle d'Aosta. I partigiani caduti nella battaglia della valle del Lys, che abbiamo ricordato uno ad uno, sono: Angelin-Duclos Ermino, Champurney Giovanni, Dellamontà Enzo, Ferrari Francesco, Manfredi Germano, Molinaro Luigi, Mucciarelli Romeo, Neyvoz Libero, Palugan Adolfo, Parker Leslie, Persano Giovanni, Pistoni Gino e Robino Martinetto.

"Stanti le limitazioni – dice Luca Beccaria, Presidente della Sezione ANPI – ciò non ci ha impedito di prendere parte a questa celebrazione in ricordo di uno dei molti mosaici di storie che contraddistinguono il grande quadro dell'antifascismo e della lotta di Liberazione".

In seguito, la delegazione camagnese è stata guidata da alcuni volontari alla visita del Museo della Resistenza del Comune di Perloz che, per le dimensioni contenute e la vocazione locale, costituirà un modello cui ispirarsi di assoluta importanza per la realizzazione del Museo della Resistenza nel Basso Monferrato, presso la casa natale di Eusebio e Vitale Giambone, il primo Medaglia d'Oro al Valor Militare, ucciso con alcuni membri del Comitato Militare Regionale piemontese guidato dal Generale Perotti al Martinetto di Torino e il secondo combattente nella guerra di Spagna con le brigate internazionali, caduto a Huesca.

"Il museo di Perloz presenta caratteristiche a noi simili per la volontà di concentrare in un unico spazio museale in cui, a partire da uno spaccato di quella vita rurale e contadina del nostro Monferrato, si possa meglio comprendere l'evoluzione del movimento antifascista, prima, e partigiano, poi, si sia sviluppato. Tale realtà, rientrante nei progetti Memoria delle Alpi, finanziati a livello europeo, può insegnarci molto e sarà sicuramente oggetto di nuove visite di studio e di approfondimento", ha concluso Beccaria.

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