'La questione Dtt gestita male da Comune e Regione Piemonte'

Lungo intervento del Calca - Comitato Alluvionati del Casalese dopo l'assegnazione del superlaboratorio sulla fusione nucleare a Frascati

CASALE MONFERRATO

Dal Calca – Comitato Alluvionati del Casalese – riceviamo e pubblichiamo integralmente questo intervento sulla mancata assegnazione del Dtt – Divertor Tokamak Test alla nostra città. Lo pubblichiamo integralmente.

“A bocce ferme e a distanza di pochi giorni dalla decisione presa da Enea di privilegiare la scelta di Frascati (Lazio) in cui installare prossimamente il Dtt – scrive il Calca – desideriamo portare alcune nostre opinioni sulle opportunità perse e/o sui rischi ambientali evitati per il nostro territorio”.

“Il primo commento che vogliamo fare è che la questione non sia stata gestita al meglio dal Comune di Casale Monferrato e dalla Regione Piemonte. Se da parte delle Istituzioni locali e regionali si voleva concretamente vincere la concorrenza agguerrita delle altre otto regioni si doveva operare in maniera differente da quanto avvenuto”.

“Tralasciamo il mancato coinvolgimento della popolazione interessata (fatto grave…) ma è stata fatale la proposta dei due siti fatta dal Comune di Casale (ex – Gaiero ad Oltreponte e PIP 5 in Zona Industriale) perché la Delibera del Consiglio Comunale è stata poi cambiata dalla Regione Piemonte solo all’ultimo giorno utile per la presentazione delle domande all’Enea (31 gennaio ) dopo che la stessa Regione – Difesa del Suolo (il 30 gennaio 2018!!!) ha chiesto un parere all’Autorità di Bacino Fiume Po (Adbpo)”.

“Proprio questa risposta dell’Adbpo (che sollecitamente ha dato riscontro ad una nostra lettera e richiesta di chiarimenti del 8 febbraio) chiarisce che la “macchina radiogena” (il Dtt) in realtà viene definita dall’Autorità di Bacino alla stregua di “impianto a rischio di incidenti rilevanti e impianto con materiali radioattivi!”.

“Avevamo deciso di rendere pubblica questa lettera solo dopo le decisioni finali dell’Enea, decisioni di qualsiasi tipo sia favorevoli che sfavorevoli all’insediamento del DTT a Casale e ora è giunto il momento per portare queste riflessioni:

  1. Il sito Ex Gaiero – Oltreponte, sito industriale da riconvertire senza utilizzo di “terreno vergine “ era determinante e in grado di garantire a Casale un punteggio nella graduatoria dell’Enea sino a 25 punti (Frascati ha acquisito 22,5 punti in questo caso). Casale con l’unica proposta del terreno vergine al PIP 5 ha preso 0 punti in questa graduatoria ( ci sono migliaia di siti vergini in tante zone industriali italiane!)

  2. Da prima di Dicembre 2016 si sapeva del progetto Dtt e nella conferenza stampa del Presidente Regionale Chiamparino veniva indicato chiaramente la città di Casale Monferrato e il sito Ex Gaiero – Oltreponte.

  3. I funzionari comunali, provinciali e regionali, gli Assessori competenti sapevano bene che questo sito trovandosi in Oltreponte è soggetto alla Classificazione Urbanistica IIIB3 con tutte le limitazioni del caso che non vogliamo ora ripetere.

  4. Per oltre 1 anno non si è fatto nulla per variare il Piano Regolatore e come si poteva pretendere che Adbpo e successivamente Enea prendessero in considerazione l’area Ex Gaiero con tutte le limitazioni urbanistiche /PAI attualmente presenti ?

  5. Quali azioni sono state fatte a livello locale negli ultimi anni per aumentare la sicurezza dei quartieri /frazioni in riva sinistra del Po? Oltreponte, Popolo e Terranova rappresentano oltre il 20% della popolazione casalese e non riusciamo a capire perché questa larga fetta di territorio sia ancora oggi penalizzata dopo tutti i lavori fatti per la messa in sicurezza (dal post alluvione 2000 sono stati spesi sul nostro territorio oltre 33 milioni di euro). Oggi i nostri territori sono più penalizzati di 10/15 anni fa e questo è un contro senso . Se mancano ancora opere per la messa in sicurezza cosa si aspetta a procedere? I nostri territori devono essere penalizzati per sempre a causa di un incidente arginale avvenuto nel 2000?

  6. Città /paesi che hanno subito alluvioni ben più gravose delle nostre e che ancora due anni fa hanno subito questi rischi (Alessandria ad esempio) non hanno le limitazioni urbanistiche che subiscono i nostri territori come non li hanno ad esempio Trino o Morano colpite anche dall’alluvione del 1994 oltre che da quella del 2000.

  7. Nella valutazione Enea per il sito di Casale leggiamo che “ a breve l’area interessata potrà beneficiare di un sistema di trasporto fluviale lungo il corso del fiume Po…” ma come? Qualsiasi persona di buon senso può notare che da anni non viene svolta sul nostro tratto fluviale alcuna manutenzione e non viene smosso un granello di sabbia o sassolino. Ma come facciamo ad essere credibili presso certi Enti se presentiamo delle relazioni tecniche di questo genere?

  8. Visto che Frascati è stata scelta per il Dtt perché il Piemonte continua ad essere di fatto il “Deposito Nazionale “ delle scorie e rifiuti nucleari con il 95% del materiale radioattivo nazionale presente sul ns. territorio?”

“Non meravigliamoci perciò se Casale arriva quinta (su nove partecipanti…) nella graduatoria Enea per l’installazione del Dtt. Le opportunità vanno affrontate coinvolgendo in tempi adeguati la popolazione con progetti trasparenti e condivisi in ogni punto. Se sia stato un bene o un male dal punto di vista ambientale “perdere” l’opportunità del Dtt lo si scoprirà solo tra qualche anno, sicuramente da quanto affermato dall’Autorità di Bacino Fiume Po il laboratorio DTT non sarà come aprire un laboratorio di una pasticceria e questo nonostante tutte le “rassicurazioni” del professor Maggiora e di altri docenti Universitari che abbiamo letto sui giornali. L’altra faccia della medaglia è ovviamente per il nostro territorio l’ennesima opportunità perduta di sviluppo economico con l’investimento di 500 milioni di euro e la previsione di impiego /inserimento di oltre 1.300 lavoratori nell’arco di 25/30 anni, tutto questo andrà a Frascati. Sulla stessa bilancia Economia /Sviluppo/Lavoro/ e dall’altra parte Sicurezza/Rischi ambientali/Sviluppo sostenibile... una storia che si ripete ancora per Casale dopo le vicende Eternit. Il vero scandalo a nostro parere non è aver perso l’opportunità del Dtt ma il fatto che a Casale Monferrato continuino ad esserci porzioni di territorio penalizzati rispetto ad altri e questo a volte impedisce ogni tipo di progetto e sviluppo territoriale per l’intera città”.

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