La primaria di Santa Maria del Tempio in visita dal sindaco Titti Palazzetti

A seguire una visita in Comune alla scoperta delle leggende sul Monferrato

CASALE MONFERRATO

Dagli insegnanti e genitori della scuola primaria di Santa Maria del Tempio riceviamo e pubblichiamo integralmente:

“Giovedì 13 dicembre invitati dal sindaco Titti Palazzetti, presente anche l’assessore Daria Carmi, gli alunni della scuola primaria di Santa Maria del Tempio Istituto Comprensivo Casale 1 – Anna d’Alencon, siamo stati lieti di porgere gli auguri per un sereno Natale al sindaco ed ai suoi collaboratori, con uno speciale coro diretto dal maestro Umberto Pallanza con la sua “fedele” fisarmonica”.

“Accompagnati dalle maestre e da alcuni genitori e nonni, ci siamo recati nella Sala Consiliare del Comune di Casale Monferrato ed abbiamo eseguito alcuni canti popolari e natalizi. Ad un certo punto anche la preside del nostro Istituto Rossana Gianella, l’assessore Ornella Caprioglio e il sindaco Titti Palazzetti si sono lasciati andare al canto. Terminata la nostra esecuzione ci hanno offerto la merenda e invitati a fare una visita alle sale del Comune, con la guida del maestro Gianni Calvi”.  

“A questo punto la nostra guida ci ha raccontato un leggenda… che riguarda l’origine del nome del nostro territorio : il MONFERRATO”.

“Secondo alcuni la parola Monferrato deriva dalle coltivazioni del passato agricolo: ovvero da Mons Pharratus per i campi di farro oppure Mons Ferax ovvero terra fertile. Esiste anche una leggenda medievale ricca di fascino che fornisce un’ulteriore etimologia al nome del luogo”.

Nobili dame, arditi cavalieri, vorrei narrarvi di Aleramo le gesta ... E' una leggenda di gloria e d'onore,

d'imperatori, dame e cavalieri, di un'avvincente storia d' amore e di una sfida tra uomini fieri ...”

LA LEGGENDA DI ALERAMO

La leggenda narra di una nobile coppia di Sassonia che si impegnò a compiere un pellegrinaggio fino a Roma, qualora le fosse donata la gioia di un figlio. Ottenuta la grazia, i due si misero in cammino. Durante il pellegrinaggio giunti nei pressi di Sezzadio, a pochi chilometri da Acqui Terme, la donna partorì il figlio tanto desiderato a cui fu dato il nome di Aleramo. Dopo un mese, i due genitori pensarono di proseguire il pellegrinaggio a soddisfazione del voto, e lasciarono il figlioletto con una balia ai signori del luogo con il proposito di riprenderlo poi nel ritorno. Il giovane Aleramo però rimase subito orfano in quanto i genitori morirono e fu allevato dai signori di Sezzadio come un figlio. Durante una delle discese in Italia dell’imperatore Ottone I di Sassonia, il giovane Aleramo divenne un suo coraggioso cavaliere e si innamorò di sua figlia Alasia.

I due innamorati però, non avendo il consenso dell’imperatore, furono costretti a fuggire e si rifugiarono nell’Appennino dove Aleramo si adattò a fare il carbonaio. Il cavaliere, sempre attratto dalle imprese di coraggio, tornò a prestare servizio presso l’esercito imperiale, durante alcune rivolte scoppiate nel Nord Italia. Chiamato al cospetto dell’imperatore per il valore dimostrato in battaglia, Aleramo venne subito riconosciuto, ma fu tale la gioia di Ottone I per la possibilità di ricongiungersi con la figlia, che anziché una punizione, Aleramo ricevette non solo il perdono dell’imperatore, bensì il titolo di marchese ed il dominio di tutto il territorio che fosse riuscito a circoscrivere in una sfrenata cavalcata di tre giorni. Nacque così il Monferrato: durante la prova, infatti, il cavallo di Aleramo perse un ferro e per riparare al danno e riprendere la corsa egli dovette servirsi di un mattone (in dialetto mun) per ferrare (in dialetto frà) il cavallo da cui “mon-ferrato” il nome designato per il nuovo marchesato.

Era il 21 marzo del 967.

Secondo la leggenda popolare la principessa Adelasia e Aleramo fondarono l’insediamento di Alaxia, in Liguria, in onore della principessa Alaxia fu chiamata poi Alassio.

C’è da dire che è una leggenda niente male!

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