La festa del Parco Eternot: un successo

La grande musica di Paolo Bonfanti e degli Assalti Frontali per celebrare il primo anniversario dell'area verde che ricorda le vittime dell'amianto

CASALE MONFERRATO -

La festa per il primo anniversario del Parco Eternot finisce con un abbraccio collettivo. Tutti sul palco: gli artisti (Paolo Bonfanti Band e Assalti Frontali),l'Afeva, i ciclisti che si sono succeduti alle enercyclettes per fornire energia elettrica a chilometro zero, e il pubblico soddisfatto per aver assistito a un'ora e mezzo di musica di altissimo livello.

Paolo Bonfanti inizia il suo concerto con una scelta non casuale: una cover di un brano di Warren Zevon, un grande cantautore americano (anche se meno di conosciuto di altri),scomparso nel 2003 per mesotelioma. Perché l'amianto è ovunque, anche negli Stati Uniti, non solo a Casale Monferrato dove invece la bonifica è molto avanzata e c'è una consapevolezza che altrove non esiste.

Lo sa bene Militant A degli Assalti Frontali che spiega perché ha scritto 'Asbesto', la canzone con cui hanno vinto la scorsa primavera il premio Vivaio Eternot: “Un mio amico è morto d'amianto e da allora ho iniziato ad interessarmene. Adesso guardo certi tetti in modo diverso, con una preoccupazione che prima non avevo. Non avrei mai pensato che la mia canzone sarebbe stata ascoltata a Casale Monferrato e che sarei stato qui, a suonare all'anniversario del Parco Eternot”.

Il concerto è stato possibile grazie alle enercyclettes, fornite dalla Cooperativa Cambiamo e attivate a colpi di pedale dai volontari di Fiab Monferrato a cui hanno aderito molti altri volontari eccellenti, a cominciare dal sindaco Titti Palazzetti. E poi gli assessori Daria Carmi, Cristina Fava, Ornella Caprioglio e Marco Rossi, i consiglieri comunali Assunta Prato, Federico Riboldi, Davide Sorisio, Fitim Rapa, il presidente dell'Anpi Gabriele Farello e giocatori della Novipiù e delle Tre Rose Rugby.

E alla fine, sul palco, alla domanda dei romani Assalti Frontali, se si desidera ripetere una serata come questa, la risposta, in perfetto romanesco, è un entusiastico “Avoja!”

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