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La domenica del Cai di Casale Monferrato

Tante uscite per gli escursionisti, alpinismo giovanile e aquilotti

CASALE MONFERRATO -

Domenica 9 aprile è stata densa di attività per la sezione Cai di Casale Monferrato.

Gli escursionisti sono andati in Liguria (foto in alto) dove, partendo da Finalborgo, hanno seguito un itinerario che li ha portati a scoprire luoghi interessanti e inaspettati: la chiesa di Nostra Signora di Loreto o dei cinque campanili, raro esempio di architettura rinascimentale ligure, la chiesa di Sant'Antonino, con la sua cripta nella grotta, gli scorci verso il Monte Cucco, costeggiando le famose e frequentate falesie di arrampicata. Poi le grotte della Pollera, del Buio e il grottin del Bric della Croce, che ha dato riparo ai “finalesi” del neolitico fino all'età del bronzo.

Contemporaneamente un altro piccolo gruppo affrontava un itinerario “fuori sentiero”, per Escursionisti Esperti.

Mentre gli escursionisti scoprivano l'entroterra di Finale, anche il gruppo dell'Alpinismo Giovanile (foto in alto) accompagnava i bambini alla scoperta della montagna: i più grandi, frequentanti le scuole medie, sono stati portati in val Chiusella, dove hano affrontato, con qualche perplessità prima, e entusiasmo poi, l'arrampicata su roccia e le calate in corda doppia, dimostrando grande attenzione nell’apprendere i rudimenti dell’arrampicata e comprendendo quanto conti la concentrazione e la ricerca della sicurezza in montagna.

Contemporaneamente, i più piccini tra gli Aquilotti (i Pionieri) si sono avventurati nella zona dei Laghi di Ivrea – una serie di laghetti di origine glaciale immersi in un fitto bosco. Con i loro accompagnatori hanno seguito i comodi sentieri che costeggiano il Lago Nero e poi il Lago Pistono.

Dopo pranzo si è raggiunta una notevole falesia, dove gli aquilotti si sono cimentati nell'arrampicata, con espressione tra l’esaltato e il preoccupato. Finito il gioco dell’arrampicata, tutti poi a turno a conoscere le “terre ballerine” – grande attrazione del sito – una torbiera dove sembra di camminare su di un materasso e, saltando in gruppo, vedere le piante che oscillano.

Infine i cicloescursionisti, che per una volta hanno abbandonato i sentieri impervi e le discese adrenaliniche per seguire un facile itinerario pianeggiante. Partiti da Chivasso, una delle sedi della corte Aleramica, prima che si stabilisse definitivamente a Casale, hanno raggiunto la Mandria, ex tenuta Sabauda, che nasconde una pregevole chiesa settecentesca, per poi risalire le sponde della Dora Baltea, scavalcando la Serra morenica, fino a Ivrea. Interessante il tracciato tra la Dora e il castello di Mazzè, dove i rovi e le robinie nascondono la rovine dell'approdo fluviale del soprastante castello: un tempo si poteva andare per fiume fino a Torino.

I cicloescursionisti hanno sostato presso il lago di Candia, dopo aver notato la presenza, ai lati della strada, dei sottopassaggi costruiti per permettere ai rospi di raggiungere il lago per l'accoppiamento, senza finire sotto le ruote delle macchine. Arrivati a Ivrea, sono saliti al belvedere del Castello, unica vera salita della giornata, e hanno fatto rientro in treno a Chivasso.

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