La celebrazione del Triduo di Pasqua a San Germano

Le cerimonie officiate da don Martin Jetishi

SAN GERMANO

Per tradizione il Giovedì Santo si fa il “sepolcro“ per ricordare l’Ultima Cena e quest’anno alla celebrazione delle 20:30, a San Germano, vi è stata una bella partecipazione di fedeli.

Don Martin Jetishi ha ricordato l’importanza dell’istituzione dell’Eucarestia: “Gesù si fa presente nell’Eucaristia e noi diventiamo suoi tabernacoli, viviamo con Lui e per Lui. Fondamentale è il Servizio, solo mettendoci a servizio degli altri, secondo l’esempio che ci ha dato Lui, possiamo entrare a far parte del Regno dei Cieli. In proposito Madre Teresa direbbe: l’importante è fare le piccole cose con tanto amore. Il Sacerdozio: tutti tramite il Sacramento del Battesimo fanno parte del Sacerdozio di Gesù. Il Prete, per Vocazione ha il compito di essere guida per crescere e far crescere tutti nelle Fede”.

Il Venerdì Santo, alle 20:30, si è celebrata la via Crucis nel campo da calcio della Parrocchia e c’è stata la partecipazione di molti giovani, che si sono alternati nel tenere la croce, mentre i loro genitori descrivevano le varie stazioni.

Don Martin ha letto le parti Bibliche e Gianluca ha guidato il coro e intonato i canti per coinvolgere tutti i presenti.

Durante la via Crucis sono state molto significative le testimonianze del vissuto di chi ha lottato contro il Covid 19: “Abbiamo pregato per tutti coloro che non ci sono più e per tutti i contagiati e abbiamo capito come la via Crucis sia presente nella quotidianità di ciascuno”, ha spegato don Martin.

Il Sabato Santo c’è stata la veglia Pasquale alle 20. Come richiede la liturgia si è cominciato con la Benedizione del fuoco e poi, durante l’omelia, don Martin Jetishi ha ricordato che “noi siamo la Luce di Gesù nel mondo, se smettessimo di fare luce il mondo vivrebbe nelle tenebre. Il credente è un testimone del Risorto, senza testimoni il mondo sarebbe povero perché privo di Ragione, Speranza e Amore”.

La Domenica di Pasqua si è celebrata la Santa Messa alle 10.30 come tutte le domeniche con grande partecipazione di fedeli.

È stato bello vedere il gruppo del Coro dei giovani, è un gruppo che si è costituito da poco sotto la guida di Paolo Gabotto e di alcuni genitori e che ha animato la celebrazione.

Don Martin ha infine ricordato che “Gesù è morto per noi, che ora Vive per noi è che noi siamo suoi testimoni, coloro che devono dare speranza all’uomo che vive senza speranza. Buona Pasqua a tutti”. 

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