Il piccolo migrante annegato con la sua pagella: la storia raccontata da Cristina Cattaneo commuove l'Italia

La vicenda è narrata in 'Naufraghi senza volto', l'ultimo libro della celebre antropologa forense originaria di Pontestura, ed è diventata virale anche grazie a un'emozionante vignetta di Makkox

CASALE MONFERRATO

È diventata virale in queste ore – grazie anche a questa bellissima e commovente vignetta di Makkox, pubblicata lo scorso 11 gennaio sul 'Foglio', qui: https://www.ilfoglio.it/il-figlio/2019/01/11/news/senza-nome-in-mare-232521/ – la storia del piccolo migrante, 14 anni appena, deceduto nel terribile naufragio dell'aprile 2015, a cui è stata ritrovata la sua pagella scolastica cucita in una tasca.

Una storia che ci tocca da vicino non solo come essere umani ma anche come monferrini in quanto è riportata nell'ultimo libro dell'antropologa forense e medico legale casalese (più precisamente originaria di Pontestura) Cristina Cattaneo, 'Naufraghi senza volto', edito dai tipi di Raffaello Cortina Editore.

Cristina Cattaneo da qualche anno si occupa di riconoscere i corpi dei migranti annegati in mare e, in questo libro ha raccolto alcune delle loro storie: quella di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera della biblioteca; e appunto questa – salita alla ribalta mediatica – del ragazzino del Mali che veste ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese.

 

Nel capitolo a lui dedicato Cattaneo racconta la scoperta: “Mentre tastavo la giacca, sentii qualcosa di duro e quadrato. Tagliammo dall’interno per recuperare, senza danneggiarla, qualunque cosa fosse. Mi ritrovai in mano un piccolo plico di carta composto da diversi strati. Cercai di dispiegarli senza romperli e poi lessi: Bulletin scolaire e, in colonna, le parole un po’ sbiadite mathematiques, sciences physiques… Era una pagella. “Una pagella”, qualcuno di noi ripeté a voce alta”.

Non si sa perché il giovane si fosse portato dietro la sua pagella e la custodisse con tanta cura: probabilmente perché vedeva in essa – magari un po' ingenuamente – un biglietto da visita per accedere alle scuole europee e costruirsi un futuro migliore. Cosa che non avverrà mai perché il quattordicenne morirà nel Mediterraneo, nel naufragio del 18 aprile 2015 che fece circa 1100 vittime.

Una storia che era già conosciuta (era stata pubblicata su Internazionale, Avvenire, Globalist) ma solo adesso è diventata, grazie anche all'impatto emotivo della vignetta di Makkox, virale su internet e sui social: simbolo, come avvenne per il piccolo siriano Aylan, di quella tragedia infinita che da anni avviene nel Mediterraneo.

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