Il 'belvedere dell'amore' di Coniolo piace a tutta Italia

Grande risalto mediatico, dopo un articolo pubblicato su La Stampa, per l'originale iniziativa del sindaco Enzo Amich: 'Basta una bella idea per ottenere visibilità per la propria comunità'

CONIOLO -

“Rose gratis per grandi amori”: un titolo che vale più di mille pubblicità. A Coniolo, conosciuto da tempo come il paese delle rose per la nota mostra mercato di maggio “Coniolo Fiori”, domenica 3 settembre è stato infatti dedicato un servizio con richiamo in prima pagina dal quotidiano nazionale La Stampa, dove si racconta dell'originale idea avuta poco più di un anno fa dal sindaco Enzo Amich per rendere unico il Belvedere, punto di ritrovo in paese per tante persone. “Si va dalle coppiette a quelli che vogliono godere di mezz’ora di tranquillità leggendo un bel libro”.

Scrive la giornalista Valentina Frezzato: il sindaco “ha sistemato una vetrinetta da «aprire solo in caso di amore vero» (spiegato anche in lingua inglese) con dentro almeno tre rose. Rosse, rosa, gialle, bicolore. Quelle che si trova. Il sindaco passa spesso a riempire gli spazi che vengono lasciati vuoti e, ogni tanto, trova anche dei biglietti ricordo. Il punto romantico è diventato anche «hot spot», di quelli che vengono fotografati e condivisi. Instagram è pieno di scatti del «belvedere dell’amore», a suon di #roserosseperte e #loveislove, #meandyou e #truelove. L’angolo dell’amore preferito di tutto il Monferrato.

L'uscita dell'articolo ha subito generato una fortissima attenzione da parte dei media. Numerose le interviste che Amich ha rilasciato nei giorni scorsi: a emittenti radiofoniche come Radio DJ o Radio Capital fino a quotidiani come Il Corriere della Sera. E tantissime le coppie che hanno voluto vedere con i loro occhi questo posto speciale, tenendo tra le mani al momento dell'arrivederci una delle preziose rose.

“Sono molto soddisfatto – commenta Amich – perché il mio obiettivo era rendere questo luogo vivo e partecipato. La vetrinetta è stata realizzata su mio disegno, e gratuitamente, dal fabbro del paese Ciro. Le rose vengono quotidianamente rifornite dalla famiglia Cappa. Questo dimostra che spesso non servono grandi capitali per far sì che la propria comunità ottenga visibilità: una bella idea, fotografata e condivisa attraverso i passaparola ed i social aiuta a far conoscere il proprio paese, attirando così nuove famiglie e contribuendo a far lavorare le attività presenti”.

Il paese monferrino, questa estate, ha avuto altissima visibilità non solo grazie alle rose: a fine luglio, un servizio del giornalista Andrea Parodi sempre su La Stampa aveva infatti raccontato le travagliate vicende del “paese che visse due volte”, ben descritte nel museo etnografico sulla storia mineraria di Coniolo.

 

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