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I primi passi verso l'Agenda Digitale del Piemonte

Approvati questa mattina dalla giunta regionale. Una semplificazione nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i servizi sanitari

TORINO -

Sono l’identità unica Spid, il polo regionale dei pagamenti, il fascicolo sanitario elettronico e i progetti di supporto alle amministrazioni piemontesi per l'armonizzazione delle procedure a favore dei cittadini i primi quattro provvedimenti cardine su cui si basa l’Agenda digitale piemontese.

Per sviluppare e incentivare queste azioni, inserite nel programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale, la Giunta ha deliberato il 20 aprile uno stanziamento di 23.9 milioni di euro accogliendo una proposta degli assessori alle Attività produttive, Giuseppina De Santis, e alla Sanità Antonio Saitta. Ulteriori 20 milioni verranno stanziati prossimamente per l'interoperabilità delle banche dati pubbliche.

L’assessora De Santis la definisce “una sfida appena cominciata, dalla quale dipende la semplificazione della vita di cittadini e imprese. Utilizzare la leva delle tecnologie dell’informazione comporta innanzitutto un processo di maturazione all'interno della Pubblica amministrazione piemontese, cui spetta il compito di offrire infrastrutture e piattaforme abilitanti, diffondendo allo stesso tempo una nuova cultura digitale presso la cittadinanza a beneficio di un rapporto spesso tormentato quale è quello con la burocrazia. Una strategia in divenire, da realizzare rafforzando le competenze esistenti. Ciò a cominciare dal Csi-Piemonte, al quale, previa verifica delle condizioni di legge e della qualità delle offerte, potranno essere affidati parte dei servizi”.

Utilizzando Spid, che realizza un sistema unico di identità digitale, il cittadino può ottenere servizi dalla Pubblica amministrazione: con un’unica credenziale, rilasciata da uno dei gestori certificati a livello nazionale, si potrà identificarlo e fornirgli di conseguenza i servizi di cui ha bisogno, semplificando di parecchio il suo rapporto con l'amministrazione. La Regione Piemonte ha partecipato sin dall’avvio, collaborando attivamente alla fase pilota insieme ad altre Regioni italiane.

Una vera semplificazione per cittadini e imprese dipende anche dai sistemi di pagamento: il Piemonte intende creare una nuova modalità di interazione tra i vari enti, realizzando un'infrastruttura tecnologica per comunicare e trasmettere i dati dei pagamenti al nodo centrale nazionale di PagoPA. Inoltre, sosterrà progetti di supporto alle amministrazioni aderenti al Polo regionale dei pagamenti Piemonte Pay, affinché armonizzino e diffondano le procedure a favore di cittadini e imprese.

Ma la quota più significativa dei finanziamenti (17,9 milioni) è concentrata sulla piattaforma integrata dei servizi digitali sanitari, che potrà essere fruibile da dispositivi mobili e dalle pagine web cui ci si identifica attraverso Spid e che consentirà la realizzazione del fascicolo sanitario elettronico completo: un “cassetto” sempre accessibile per i pazienti e a disposizione degli operatori sanitari, consultabile anche da telefonini e tablet, contenente tutta la documentazione clinica personale (referti medici, verbali di pronto soccorso e lettere di dimissioni, medicinali consumati, vaccinazioni effettuate, consenso o diniego alla donazione di organi e tessuti),informazioni sulle strutture sanitarie e la possibilità di accedere a servizi come il cambio del medico di famiglia o la prenotazione di una visita.

In questa prima fase la priorità degli interventi riguarderà soprattutto i cittadini che fanno un ricorso più elevato alle prestazioni sanitarie e ai farmaci, a cominciare dai malati cronici. L'investimento servirà innanzitutto ad adeguare e uniformare i sistemi informatici delle aziende sanitarie regionali, quindi a realizzare una piattaforma utilizzabile dal web e da dispositivi mobili e a digitalizzare tutti i documenti clinici. Occorrerà mettere in rete 4,6 milioni di assistiti, 66 milioni di prestazioni ed esami erogati, 42 milioni di prescrizioni farmacologiche, oltre 3.500 fra medici di medicina generale e pediatri e 8.600 specialisti.

“Il fascicolo rappresenta un’innovazione fondamentale perché ci permetterà di migliorare l’efficacia e l’appropriatezza delle cure – sottolinea l’assessore Saitta – Avere un unico strumento per disporre della storia clinica del paziente e di tutte le informazioni sul suo stato di salute, renderà più semplice la comunicazione fra medici di famiglia e specialisti e fra ospedale e territorio, favorendo oltretutto la medicina di gruppo su cui la Regione sta puntando. In sostanza, saranno ottimizzati tempi e modalità degli interventi, verrà garantita la continuità delle cure e saranno ridotti gli sprechi, limitando le duplicazioni di visite ed esami”.

Dal punto di vista formale, la piattaforma sarà disponibile entro il 2019 sul canale Sanità del sito istituzionale della Giunta, ma si prevede la possibilità di costituire delle app mirate per smartphone e tablet. La Regione ha richiesto formalmente un confronto tecnico con i ministeri competenti per monitorare lo sviluppo del Fascicolo e contemporaneamente costituirà un tavolo interno con i referenti dei sistemi informativi sull'avvio del progetto. Già entro il 2017 partirà invece la fase sperimentale per il nuovo pagamento on line del ticket in tutte le aziende sanitarie.

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