'Considerazioni sul progetto di una diga ad acqua fluente'

Intervento del Cal.Ca - Comitato alluvionati del Casalese

CASALE MONFERRATO

Dal Calca – Comitato Alluvionati del Casalese riceviamo e pubblichiamo integralmente questo intervento sul cosiddetto progetto “diga ad acqua fluente” ovvero uno sbarramento sul fiume Po che servirà a produrre energia elettrica.

“Abbiamo appreso dai giornali locali – scrive il Calca – che il progetto presentato anni fa per la costruzione di uno sbarramento sul fiume Po è stato approvato e sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza del cantiere. Non comprendiamo perché la popolazione interessata, in particolar modo i residenti dei quartieri Oltreponte, Nuova Casale e la Frazione di Terranova, non siano stati preventivamente e adeguatamente informati sul progetto e sull’impatto che lo stesso potrebbe avere sul fiume Po”.

“Probabilmente per cattiva abitudine da parte dell’Amministrazione Comunale (di qualsiasi colore politico appartenga) si preferisce non coinvolgere i cittadini su scelte che li toccano direttamente affidandosi ad una pseudo informazione quando i giochi sono già fatti o i lavori delle opere stanno addirittura già iniziando, siamo contrari da sempre a questa metodologia e non crediamo che questo sia il modo corretto di agire”.

“Dalle informazioni tecniche reperite in tempi brevi e raccogliendo diverse opinioni in questi giorni ci permettiamo proporre agli abitanti di Casale e ai progettisti preposti alla realizzazione di questo nuovo sbarramento alcune nostre osservazioni e commenti:

  1. Lo sbarramento sul fiume Po verrà posizionato in un punto critico del fiume , in prossimità della Nuova Casale e anche del punto in cui l’argine di Cascina Consolata dovrebbe essere arretrato. Sono oramai 8 anni che chiediamo che fine ha fatto questo progetto di arretramento arginale che porterebbe una riduzione dei livelli idrici di 30 centimetri in quel tratto di fiume. Questa importante opera doveva già essere terminata da anni ma sia il progetto che i 3 milioni di euro stanziati a suo tempo sono diventati un mistero . L’annuncio per l’arretramento arginale era stato dato dall’assessore regionale Borioli nel febbraio del 2010 !!! Perché allora creare uno sbarramento artificiale che porterà ad un aumento di oltre 4 metri dei livelli idrici proprio in quel punto e senza sapere quando effettivamente l’argine verrà arretrato?

  2. Il modello fisico predisposto dal Dipartimento Idraulica del Politecnico di Torino una dozzina di anni fa aveva portato al risultato che se si fosse ripetuto lo stesso fenomeno alluvionale dell’ottobre 2000 l’acqua sarebbe uscita tra il ponte stradale e quello ferroviario sia in riva sinistra che in riva destra, sono anni che segnaliamo tale situazione critica ma nessun adeguamento arginale è stato fatto in quel tratto per evitare che ciò non accada . Ha senso aumentare i livelli idrici proprio in questo tratto di fiume ?

  3. Il benestare all’opera di sbarramento è stato dato sulla base di ipotetici calcoli in metri cubi/secondo di portata massima fluviale stabiliti nello scorso decennio , alla luce dei nuovi studi quali portate massime sono state previste e calcolate per lo sbarramento fluviale che si vuole costruire? 7.450 metri cubi/secondo?

  4. Perché si pensa di creare un nuovo sbarramento fluviale a poche migliaia di metri da quello già esistente della Diga Lanza? E’ chiaro a tutti che ogni sbarramento artificiale può creare criticità ai livelli idrici di sicurezza soprattutto su un fiume come il Po con delle portate consistenti in periodi diversi dell’anno. Non era proprio possibile costruire la centrale in prossimità della Diga Lanza sfruttando già il salto d’acqua esistente? Pare di capire che questa fosse la soluzione ideale e forse più logica caldeggiata anche dal proponente Idro Baveno (prima IdroPadana ) …perché il permesso di costruzione è stato negato per quel punto?

  5. Come verrà “gestito” l’inevitabile accumulo di sedimenti e ghiaia che si verrà a depositare nel tratto fluviale cittadino e che ovviamente crescerà nel tempo a causa dello sbarramento artificiale che impedirà il deflusso dei sedimenti a valle? Non è già sufficiente l’isolone di ghiaia che si è creato tra la canottieri e il ponte stradale?

  6. Possiamo ragionevolmente prendere per buoni i risultati evidenziati nell’”Elaborato Tecnico Verifica Dam Break ( cioè la vulnerabilità a valle della diga/sbarramento )? In tale elaborato si dichiara : “In caso di collasso istantaneo e completo dello sbarramento risultava nullo in quanto non si generavano fenomeni di esondazione all’esterno dell’alveo inciso”

Ma quali saranno realmente i fenomeni all’interno dell’alveo considerando un bacino creato da uno sbarramento di oltre 4 metri di altezza e con un invaso di poco meno di 1 milione di metri cubi ?

  1. Sempre nell’”Elaborato Tecnico verifica Dam Break” si dichiara che in caso di collasso istantaneo dello sbarramento “ I tempi di propagazione del fenomeno ed i conseguenti tempi di incremento di livello a valle sono da ritenersi sufficientemente lunghi da consentire la messa in sicurezza delle persone eventualmente presenti nell’area dell’alveo inciso.” Cosa si intende per “sufficientemente lunghi “? Quanti minuti /ore ? se a valle e in prossimità dello sbarramento artificiale alto più di 4 metri e contenente un milione di metri cubi vi sono dei pescatori quanto tempo avrebbero per mettersi in salvo? In quanto tempo il milione di metri cubi di acqua raggiungerebbe la frazione di Terranova?”

“Queste per ora sono le nostre osservazioni/commenti a cui sarebbe opportuno dare risposta. L’impatto dell’opera di sbarramento prevista sul fiume Po sarà importante ed imponente pertanto chiediamo all’Amministrazione Comunale di fornire una costante e adeguata informazione alla popolazione interessata”.

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