Casale Futura: proposte per l'emergenza coronavirus

Intervento degli esponenti Stefano Laugelli e Matteo Miceli

CASALE MONFERRATO

Dai due esponenti di Casale Futura Stefano Laugelli e Matteo Miceli riceviamo e pubblichiamo integralmente questo intervento: “Ci siamo astenuti dallo scrivere per qualche settimana per via del Coronavirus, ma data la situazione di estrema crisi e semi-immobilismo della classe dirigente locale interveniamo per esprimere la nostra opinione frutto di attente letture e di ciò che viene trasmesso dai media. La quarantena ci ha permesso di riflettere maggiormente su questioni assai intime e sulla sciagurata tragedia che si sta consumando nel nostro Paese e in gran parte del mondo”.

“Molte volte abbiamo sentito in televisione, sui giornali e sui social che l’attuale situazione è paragonabile al secondo dopoguerra. La nostra paura è che una volta risolta la crisi, non con le attuali insufficienti strategie utilizzate oggi in Piemonte, ci si ritrovi nel primo dopoguerra dove le forti tensioni sociali hanno dato avvio a uno dei periodi più bui della storia d’Italia. La via da seguire non è quella della paura, ma quella del coraggio, un coraggio inteso come l’affidamento totale ai medici e agli scienziati che in prima linea combattono il Covid-19. Per fare questo però è necessario un forte rinnovamento della classe dirigente che, da una prima e attenta analisi, sembra ancorata a schemi operativi che danno poca voce alle figure degli esperti del settore tecnico-scientifico”.

“Nel nostro territorio, che ha un forte bisogno di rinnovamento, non basta la diffusione di mascherine, bensì servirebbero tamponi, personale medico per assistere le figure più deboli della società come gli anziani e i malati presenti nelle case di riposo, e una strategia complessa che abbia come esito anche la messa a punto di nuovi posti letto per far fronte alla domanda dei malati”.

“A tal proposito, ci preme prendere in considerazione l’idea di utilizzare la clinica Sant’Anna come presidio per i pazienti Covid che non necessitano di un trattamento intensivo. Questa è una prima idea per sbloccare il semi-immobilismo presente nel nostro Monferrato. Di esempi positivi ne abbiamo molti, come il modello Veneto e tutte quelle realtà che hanno effettuato un controllo accurato della popolazione attraverso la somministrazione di maggiori tamponi. Proprio inerente alla questione tamponi, l’azienda Sorin Group sta sperimentando nuove tipologie di tamponi che permettono di avere un risultato in un tempo minore rispetto a quelli attualmente autorizzati. Sarebbe cosa opportuna che, oltre che a essere sperimentato in provincia di Vercelli all’ospedale Sant’Andrea, vista la vicinanza di Saluggia al Monferrato, potesse essere sperimentato anche all’ospedale di Casale e in provincia di Alessandria, che è il fronte più caldo della crisi”.

“Casale, come tutti ben sappiamo, è stata già al centro di una grande tragedia come quella del mesotelioma, ma ha saputo reagire diventando un esempio operativo per tutto il territorio nazionale. La presenza di questa grave sciagura determinata dall’amianto dovrebbe incentivare misure speciali per la lotta al virus e un più attento rigore nel seguire i protocolli più draconiani, ma vitali per il futuro di questo territorio. In questo modo Casale potrebbe farsi punto di partenza di una nuova strategia, risultato di una lunga esperienza di resilienza che comprenda al suo interno la ricerca, la trasparenza e la responsabilità per le prossime generazioni, ma anche per le generazioni passate. Alla luce di questo, la nostra esperienza non può che metterci in una posizione centrale e propositiva nella lotta alla pandemia. La nostra speranza è quella di poter ricordare quanto avvenuto in questo periodo e come questo è stato risolto con scelte coraggiose e capaci di riflettere sui propri errori”.

“Personalmente siamo vicini a tutte le persone che soffrono, che combattono in prima linea, o che devono convivere con l’angoscia straziante di veder soffrire i propri cari”.

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