'Capitale Italiana della Cultura': Casale Monferrato ancora in corsa con altre trenta candidate

Il Mibact ha comunicato l'elenco delle città che proseguono nella selezione: la nostra c'è. Entro il 15 novembre saranno scelte le dieci finaliste

CASALE MONFERRATO

Sono 31 le città ancora in corsa per il titolo di 'Capitale Italiana della Cultura 2020'. Ai nastri di partenza erano 49 e, dunque, c'è stata una prima scrematura. La notizia importante per il nostro territorio è che Casale Monferrato è compresa nell'elenco e quindi andrà avanti nella selezione. Le altre trenta città ancora in lizza sono Agrigento, Bellano, Benevento, Bitonto, Ceglie Messapica, Cuneo, Fasano, Foligno, Gallipoli, Lanciano, Macerata, Merano, Messina, Montepulciano, Noto, Nuoro, Oristano, Parma, Piacenza, Pietrasanta, Pieve di Cadore, Prato, Ragusa, Ravello, Reggio Emilia, Scandiano, Telese Terme, Teramo, Treviso e Vibo Valentia.

A rendere noto l'elenco è stato lo stesso Mibact – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che spiega come questo elenco sia stato trasmesso al presidente della Conferenza Unificata per avviare la procedura di valutazione che si concluderà entro il 31 gennaio 2018. Come nelle precedenti edizioni, la Capitale Italiana della Cultura 2020 riceverà dal Governo un contributo pari ad un milione di euro per la realizzazione del progetto.

La validità formale di ogni candidatura e dei singoli dossier verranno esaminati da una giuria di sette esperti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti e della valorizzazione territoriale e turistica per selezionare entro il 15 di novembre le dieci città finaliste da invitare a un incontro di presentazione pubblica e approfondimento.

La città Capitale Italiana della Cultura 2020 verrà scelta sulla base dei risultati di questi colloqui entro il 31 gennaio 2018.

L’iniziativa 'Capitale Italiana della Cultura' è volta a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo.

Il titolo è stato istituito dalla legge Art Bonus sulla scia della vasta e virtuosa partecipazione di diverse realtà italiane al processo di selezione per individuare la Capitale europea della cultura 2019.

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