Cannabis legale e derivati: utilizzi e benefici

Un settore che sta crescendo senza sosta negli ultimi anni e sempre più in direzioni disparate

CASALE MONFERRATO

Si parla sempre più spesso, anche in Italia dei benefici della Cannabis e dai suoi derivati. Che si tratti di estratti ed oli di CBD per la farmaceutica e la cura del corpo, o che si parli degli utilizzi nell’alimentazione di farine di cannabis e semi decorticati ricchi di Omega3, risulta chiaro che il settore della Marjiuana stia crescendo senza sosta negli ultimi anni e sempre più in direzioni disparate.
 

Ma come funziona l’acquisto online dei semi autofiorenti? Cosa sono nello specifico e come sono inquadrati nel sistema normativo?

Tutte queste domande troveranno una spiegazione pratica nelle prossime righe, e si cercherà di offrire alcune indicazioni su come  acquistare semi autofiorenti online   senza correre rischi legali o incappare in truffe.

Sono in costante aumento gli utilizzatori di semi di cannabis per scopi diversi dalla coltivazione, che in Italia è illegale, e di conseguenza l’intero mercato si trova in un periodo di forte crescita.

Nonostante il sistema normativo ambiguo, basato sulla legge denominata “Testo Unico Stupefacenti” del 1990, sono davvero numerose le iniziative che si stanno portando avanti per una adeguamento normativo di cui in Italia se ne sente davvero il bisogno.

Questo avviene anche in relazione alle linee guida comunitarie ed alla forte espansione del settore della Cannabis in altri paesi occidentali come gli USA ed il Canada.

Semi di Cannabis Autofiorenti: cosa sono

Quando si parla di semi di cannabis autofiorenti ci si riferisce ad una particolare tipologia di semi, modificata dai ricercatori per produrre delle piante che offrano una crescita ed una fioritura più rapida, e soprattutto, che non tenga conto della naturale stagionalità della coltivazione della marjiuana classica.

Infatti, in natura, le piante di cannabis intraprendono un ciclo produttivo che dura dai 6 ai 9 mesi per fiorire e riprodursi.

Attraverso incroci selezionati di specifiche varietà e alcuni trattamenti svolti direttamente sulle piante “madri” dedite alla produzione di semi, i ricercatori sono riusciti a creare semi che permettono un ciclo completo della pianta in appena 4 mesi.

Si tratta appunto delle piante derivanti da semi autofiorenti, che una volta conclusa la fase “vegetativa” in cui la pianta sviluppa i rami, il tronco e le foglie, passano automaticamente alla fioritura, senza quindi aspettare l’alternanza di ore di luce e buio imposto dalla Natura per le piante stagionali.

Nei paesi dove l’auto-produzione casalinga di piantine di cannabis è depenalizzata (in Italia è ancora illegale),le piante provenienti da semi autofiorenti sono quelle più utilizzate per le piccole produzioni indoor volte al consumo personale.

Questo trend trova risposte nella facilità di coltivazione e nelle dimensioni più contenute delle piante autofiorenti che in appena 4 mesi riescono a produrre buone quantità di fiori.

Come si sente sempre più spesso, i semi di cannabis sono utilizzati anche per altri scopi oltre quello della mera coltivazione di piantine. Infatti i benefici che si possono ricavare dai semi di cannabis sono innumerevoli.

Gli utilizzi dei semi di Cannabis

Come si legge in molti approfondimenti online inerenti a questa tematica, i semi di canapa offrono moltissimi benefici se integrati nell’alimentazione.

Vengono considerati alimenti proteici completi e sono ricchi di aminoacidi essenziali, tra questi si sottolinea la presenza di omega 3 e omega 6.

I semi vengono utilizzati decorticati per ricette fresche come insalate o piatti freddi, oppure si possono consumare anche come farine alla base di ricette più complesse.

I valori nutrizionali sono davvero interessanti, in quanto riflettono un quadro completo ed unico se comparato agli altri alimenti di origine vegetale.

Nei semi di cannabis si possono trovare molte proteine importanti all’organismo umano per una sintesi proteica finalizzata al rinnovo cellulare.

Inoltre, questo derivato della marjiuana contiene molte vitamine importanti al metabolismo, come la vitamina E, e concede un apporto di sali minerali quali il calcio il magnesio ed il potassio.

Se non bastassero le proprietà nutritive a delineare i benefici dei semi di cannabis nell’alimentazione, va anche detto che i semi sono altamente digeribili e trovano sempre più un posto di rilievo in moltissime ricette vegetariane e non.

Tra i piatti principali che si possono facilmente reperire o preparare comodamente a casa, indichiamo l’Hemp-Fu, una sorta di Tofu di Canapa utilizzato nella cultura vegana per la preparazione di molte ricette sia dolci che salate. E lo Shichimi, condimento molto famoso che prevede i semi di cannabis tra gli ingredienti principali. Si tratta di una miscela di origine giapponese composta da diverse spezie ed utilizzata nella preparazione di molte pietanze a base di riso o nelle zuppe.

I benefici dei semi di Cannabis

L’elevata presenza di acidi polinsaturi è la principale caratteristica nutrizionale che determina i benefici dell’utilizzo in cucina dei semi di cannabis. Questi acidi contribuiscono in maniera importante alla prevenzione di malattie come il colesterolo, l’artrosi, l’arteriosclerosi ecc..

Non sono in pochi a ritenere che i benefici dell’assunzione dei semi di cannabis sia una vera e propria medicina naturale, e nel mondo stanno moltiplicandosi i casi studio e le ricerche scientifiche finalizzate a conoscere sempre di più questi aspetti curativi dei derivati della marjiuana.

Come spesso ribadito su Sensoryseeds.it, Sono molte le applicazioni che, negli ultimi anni, vedono l’utilizzo di semi ed altri derivati dalla cannabis nella cosmetica e nella cura degli animali oltre che nella gastronomia e nell’alimentazione.

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