Buzzi Unicem: fatturato in crescita del 12,1% nel 2019

Il Consiglio di Amministrazione si è riunito venerdì scorso, 7 febbraio, per l’esame dei dati preliminari relativi all’esercizio appena trascorso

CASALE MONFERRATO

Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi Unicem SpA si è riunito venerdì scorso, 7 febbraio, per l’esame dei dati preliminari relativi all’esercizio appena trascorso.

Nel corso del 2019, i volumi di vendita realizzati dal gruppo hanno superato il livello raggiunto nell’esercizio precedente in tutte le aree di presenza, grazie alla solida crescita registrata in Stati Uniti d’America, facilitata dalle più favorevoli condizioni climatiche rispetto al 2018, ai progressi registrati in Europa Orientale, principalmente in Ucraina e Russia (al netto di una marginale flessione in Polonia e Repubblica Ceca) e al positivo sviluppo delle vendite in Germania ed in Italia, favorito anche dal cambio di perimetro.

La crescita dell’economia internazionale è rimasta contenuta, caratterizzata da una espansione in rallentamento sia nell’attività manifatturiera che negli investimenti, in un contesto aggravato dalle tensioni commerciali e geopolitiche. Nel terzo trimestre il commercio internazionale è tornato ad espandersi, vi sono stati segnali di distensione delle dispute tariffarie tra Stati Uniti e Cina e sono stati ridimensionati i rischi di una Brexit non concordata. Nonostante le attese che la fase ciclica si confermi tendenzialmente sfavorevole nel settore manifatturiero anche negli ultimi mesi dell’anno, sono emersi segnali di stabilizzazione e aspettative meno pessimistiche sulla crescita, con prospettive di una contenuta ripresa.

In Stati Uniti d’America l’espansione è stata sostenuta ancora una volta dal forte mercato del lavoro, buona tenuta dei consumi e condizioni finanziarie favorevoli, mentre il contributo netto delle esportazioni è stato neutrale e gli investimenti hanno segnalato contrazioni.

L’attività economica è cresciuta, nel terzo trimestre, a un ritmo del 2,1%, sostanzialmente invariato rispetto al precedente trimestre. Nel mese di dicembre è stato siglato un primo accordo commerciale con la Cina, preliminare per una più ampia regolamentazione dei rapporti economici tra i due Paesi ed il Congresso ha approvato il nuovo accordo commerciale fra Stati Uniti, Messico e Canada (USMCA) che sostituisce il precedente (NAFTA).

In Europa l’attività economica, sempre sospinta dalla domanda interna e dai consumi, è stata frenata dalla scarsa dinamicità del settore manifatturiero, particolarmente accentuata in Germania. Nel terzo trimestre la crescita del PIL è rimasta modesta; a fine anno si è lievemente attenuato il calo della produzione industriale, grazie al migliore andamento in Germania. In un quadro di debolezza del commercio internazionale, l’apporto dell’interscambio con l’estero è risultato lievemente negativo. In Italia, la stagnazione del ciclo industriale, manifatturiero in particolare, ha frenato la crescita del prodotto, che per il complesso dell’anno si è mantenuta piuttosto stazionaria (+0,2%).

Quanto alle principali economie emergenti, in Cina, dopo il rallentamento dell’attività economica nei mesi estivi conseguente alle tensioni commerciali con gli Stati Uniti d’America e all’indebolimento della domanda interna, si prefigura una stabilizzazione; in India la crescita ha registrato un maggiore rallentamento; in Russia e in Brasile, seppure a livelli modesti, si è confermata la ripresa dell’attività economica.

Le condizioni finanziarie delle economie avanzate si sono mantenute accomodanti: a ottobre la Federal Reserve ha ridotto per la terza volta consecutiva i tassi di riferimento, mentre la BCE ha confermato il suo impegno in termini di misure espansive. Anche le banche centrali di alcuni paesi emergenti, tra cui Russia e Brasile, hanno ulteriormente ridotto i tassi di riferimento. Gli investimenti nel settore delle costruzioni in Stati Uniti d’America hanno confermato una moderata crescita, supportata dagli sviluppi del comparto pubblico e del settore residenziale; in Europa centrale ed in Italia lo sviluppo è risultato modesto, mentre in Europa Orientale l’espansione è stata più sostenuta.

Le vendite di cemento del gruppo sono ammontate a 29,1 milioni di tonnellate, in aumento del 4,3% rispetto all’esercizio 2018. Le produzioni di calcestruzzo preconfezionato, attestate a 12,1 milioni di metri cubi, sono risultate stabili rispetto ai volumi dell’esercizio precedente (+0,2%). Il fatturato consolidato è aumentato del 12,1%, passando da 2.873 a 3.221 milioni.

Le variazioni dei tassi di cambio, costituite principalmente dalla rivalutazione di dollaro, hryvnia ucraina e rublo russo, hanno avuto un impatto complessivamente favorevole di 81 milioni. Il perimetro di consolidamento è variato in aumento in Italia, grazie al contributo aggiuntivo, a partire dal 1 luglio, della cementeria di Testi (FI) e di due centri di macinazione in Piemonte, e in Germania, dove la prima parte dell’anno è stata favorita dalle spedizioni aggiuntive riferite allo stabilimento produttivo Seibel & Söhne, acquisito nel maggio 2018.

Pertanto, a cambi e perimetro costanti ci sarebbe stato un aumento del fatturato pari a 8,6%. L’indebitamento finanziario netto a fine 2019 ammonta a 566 milioni, in diminuzione di 325 milioni rispetto a 891 milioni di fine 2018. Il sensibile miglioramento della posizione finanziaria netta rispetto al livello di fine esercizio 2018 è stato realizzato grazie al brillante andamento del flusso di cassa generato dall’attività operativa, nonostante un impatto sfavorevole di 95 milioni dovuto all’adozione del principio contabile IFRS 16 (leasing) e di 80 milioni riferiti alle partecipazioni industriali in Italia, tra cui, in particolare, l’esecuzione del contratto con HeidelbergCement riguardante il rafforzamento della posizione di mercato italiana, nel Centro e Nord Ovest del Paese.

Italia

L’attività economica, lievemente in crescita nel terzo trimestre, è attesa pressoché stazionaria nel quarto. Lo sviluppo è stato sostenuto dalla domanda interna, soprattutto dai consumi delle famiglie, ma ha risentito della debolezza del settore manifatturiero e del contributo negativo dell’interscambio con l’estero. Il PIL per l’intero anno 2019 è previsto in marginale miglioramento (+0,2%),mentre l’inflazione è rimasta molto debole (+0,5%).

L’attività nel settore delle costruzioni, nel corso dell’anno, è cresciuta in modo modesto, mentre il livello degli investimenti si è incrementato, in particolare per il proseguimento del positivo andamento del comparto residenziale e non residenziale privato e da un primo e visibile segnale di ripresa nelle opere pubbliche. Si stima, tuttavia, che i consumi interni di cemento siano rimasti leggermente inferiori rispetto ai livelli raggiunti nel 2018.

Le nostre quantità vendute di leganti idraulici e clinker, dopo un soddisfacente avvio d’anno favorito dal clima non particolarmente freddo, hanno mantenuto una variazione positiva grazie al contributo aggiuntivo, a partire dal 1 luglio, della cementeria di Testi (FI) e dei due centri di macinazione in Piemonte, nonostante un minore apporto delle spedizioni destinate all’esportazione e del semilavorato clinker. I prezzi medi, grazie al più stabile contesto di mercato, si sono confermati in miglioramento. Il settore del calcestruzzo preconfezionato si è stabilizzato sui livelli di produzione raggiunti a fine 2018, ma con prezzi di vendita in ripresa.

Nel complesso il fatturato consolidato delle attività italiane si è attestato a 505 milioni, in aumento del 9,8% rispetto al 2018; a parità di perimetro il fatturato sarebbe aumentato di 7,5%.

Europa Centrale

In Germania, dopo la contrazione dello 0,2% realizzata nel secondo trimestre, il PIL del terzo trimestre è stimato in marginale crescita (+0,1%),prefigurando una certa stabilizzazione del ciclo economico, anche se la fase espansiva, nel complesso dell’anno, ha confermato un chiaro declino, risultando la più debole dal 2013. Le esportazioni estere nette hanno avuto un impatto negativo sulla crescita, in conseguenza della caduta della domanda internazionale. Inoltre, le difficoltà che hanno interessato il settore manifatturiero, ed in modo particolare l’industria automobilistica, hanno ulteriormente indebolito la congiuntura, che è stata alimentata prevalentemente dalla solida evoluzione della domanda interna, ulteriore ampliamento del mercato del lavoro e del reddito disponibile, nonché dall’incremento della spesa pubblica. Nonostante la contrazione della produzione industriale, il settore delle costruzioni ha confermato l’andamento positivo, sostenuto prevalentemente dal comparto residenziale. Per l’intero anno la crescita del PIL è stimata a +0,5%, mentre l’inflazione si è mantenuta ad un livello moderato (+1,5%),sotto il tasso di crescita salariale.

Le nostre consegne di leganti idraulici, dopo un primo semestre in robusto avanzamento, agevolato dal meteo favorevole e dall’apporto aggiuntivo delle spedizioni dall’impianto produttivo Seibel & Söhne, hanno successivamente ripreso un ritmo più regolare e no influenzato dal perimetro di attività, chiudendo l’esercizio sempre in positivo e con prezzi medi di vendita in miglioramento. I volumi di produzione del settore calcestruzzo preconfezionato hanno confermato i livelli raggiunti a fine 2018, mentre i prezzi medi d vendita sono risultati in rialzo.

A fine 2019, il fatturato complessivo ha così raggiunto i 680 milioni, in aumento del 7,5%, rispetto ai 632 milioni del 2018; a parità di perimetro il fatturato sarebbe aumentato del 5,9%. In Lussemburgo e Paesi Bassi, grazie ad un più vivace andamento delle spedizioni nel secondo semestre, i volumi complessivi di vendita di cemento e clinker hanno chiuso l’anno con una marginale flessione e prezzi medi unitari in lieve progresso. Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha invece mantenuto una variazione sfavorevole dei volumi, riferibile principalmente al rallentamento dei lavori relativi ad un importante progetto infrastrutturale nei Paesi Bassi, seppure con prezzi in buon recupero.

Il fatturato complessivo è stato pari a 192 milioni, in flessione (-2,4%) rispetto ai 197 milioni dell’esercizio precedente.

Europa Orientale

In Polonia, anche nel corso del 2019 il solido sviluppo della domanda interna, supportata dalla favorevole dinamica salariale, mercato del lavoro vicino alla piena occupazione, elevato clima di fiducia e rafforzata spesa pubblica, ha permesso di prolungare il positivo ciclo congiunturale con ritmi di crescita che, sebbene in attenuazione, sono attesi superiori al 4%.

Il livello degli investimenti in costruzioni, sebbene in riduzione rispetto alla straordinaria crescita dell’anno precedente, si è confermato rilevante e tra i più performanti a livello europeo.

Le quantità di cemento vendute dal gruppo, dopo i progressi realizzati nei primi mesi grazie alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli, nella seconda parte dell’anno hanno tenuto un andamento più regolare ed in linea con le aspettative, chiudendo ad un livello solo marginalmente inferiore rispetto al consuntivo 2018; per contro, i prezzi medi di vendita in valuta locale si sono mostrati in netto miglioramento. Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha realizzato risultati più deboli, con prezzi medi di vendita in valuta locale che hanno confermato una netta risalita. Il fatturato è risultato in crescita, nonostante il marginale deprezzamento della valuta locale, passando da 111 a 124 milioni (+11,1%); a parità di cambio la variazione del fatturato sarebbe stata del 12,1%.

In Repubblica Ceca, il ciclo economico ha continuato la lunga fase espansiva anche nel 2019, seppure a un tasso di crescita leggermente inferiore rispetto all’anno precedente, risentendo del calo della domanda internazionale e della decelerazione degli investimenti ne settore dell’industria manifatturiera, automotive in particolare, molto dipendente dalla filiera produttiva con i paesi europei principali partner commerciali. La crescita del PIL, a tutto il 2019, è prevista pari al 2,5%, sostenuta dalla robusta domanda interna grazie agli elevati livelli occupazionali, crescita del reddito disponibile e clima di fiducia favorevole. Il livello negli investimenti in costruzioni, pure in rallentamento, si è comunque mantenuto favorevole.

Le vendite di cemento hanno confermato per l’intero esercizio il lieve calo registrato già nel corso del primo semestre, con prezzi medi di vendita espressi in valuta locale in miglioramento. Il settore del calcestruzzo preconfezionato, che comprende anche la Slovacchia, ha registrato livelli di produzione più deboli, bilanciato da prezzi in progresso.

I ricavi netti consolidati, sui quali ha impattato marginalmente il lieve deprezzamento della corona ceca, si sono quindi attestati a 168 milioni (+2,2%); a parità di cambio il giro d’affari sarebbe aumentato del 2,3%.

In Ucraina, grazie anche alle iniziative del nuovo governo, aventi l’obiettivo di proseguire il percorso per rendere il contesto economico del Paese più dinamico e competitivo, l’attività economica ha confermato il prolungamento della ripresa in essere dal 2016. Per l’intero anno in corso, la crescita del PIL viene stimata al 3%, sostenuta dal positivo andamento registrato in agricoltura e nei settori dei servizi e delle costruzioni, oltre che dalla crescita della domanda interna, mentre il tasso di inflazione, sebbene in ulteriore riduzione, è atteso su livelli ancora elevati (+8,7%).

Le vendite di cemento, anche nel secondo semestre, hanno confermato un consistente miglioramento, in continuità con lo sviluppo realizzato in avvio d’anno, favorito dal calo delle importazioni dai paesi confinanti, Russia in particolare, conseguente alla recente imposizione di limiti all’importazione, chiudendo l’intero esercizio con un progresso a doppia cifra percentuale e prezzi medi in valuta locale ancora sostenuti al rialzo dall’inflazione. Le produzioni di calcestruzzo preconfezionato hanno invece confermato un andamento debole, ma con prezzi medi in valuta locale in marcata espansione.

I ricavi di vendita si sono attestati a 132 milioni, in consistente aumento rispetto agli 88 milioni raggiunti nel 2018 (+49,3%). L’andamento positivo della valuta locale ha impattato positivamente sulla traduzione del risultato in euro; a parità di cambio il giro d’affari sarebbe aumentato del 34,5%.

In Russia, nel corso dei primi sei mesi del 2019, l’attività economica ha attenuato visibilmente il ritmo di sviluppo. L’indebolimento della domanda globale, in particolare di idrocarburi e metalli, ha influenzato negativamente le esportazioni, mentre la lenta ripresa della domanda interna è stata condizionata dall’aumento delle imposte sui consumi e da una debole crescita dei redditi disponibili, non in grado di compensare l’inflazione, prevista per l’intero anno al 4,7%. Nella seconda parte del 2019 si è reso più visibile un certo recupero dell’attività economica, stimolata dalla graduale implementazione di un significativo programma di iniziative pubbliche relative ad investimenti in infrastrutture, salute ed educazione. La crescita del PIL per l’intero anno 2019 è prevista al 1,1%, in rallentamento rispetto all’anno precedente. Gli investimenti in costruzioni sono attesi in lieve incremento.

Le vendite di cemento, dopo una consistente accelerazione nel primo semestre, da attribuire principalmente all’ampliamento della rete distributiva, hanno proseguito la crescita, ad un ritmo più regolare, favorito anche dall’avanzamento registrato dai cementi speciali “oil-well”. I prezzi medi unitari, in valuta locale, hanno confermato la positiva intonazione già espressa nella prima parte del 2019. I ricavi netti si sono attestati a 214 milioni, in crescita rispetto a 185 milioni del precedente esercizio (+15,6%). Il rafforzamento del rublo ha inciso favorevolmente sulla traduzione in euro del fatturato; a cambi costanti, i ricavi sarebbero aumentati del 13,2%.

Stati Uniti d’America

Nei mesi estivi il PIL è cresciuto a tassi simili (+2,1%) a quelli del secondo trimestre, confermando la solidità del ritmo espansivo, sebbene meno brillante rispetto all’anno precedente. Gli stabili progressi del mercato del lavoro, dei consumi e le condizioni finanziarie favorevoli hanno continuato a sostenere la crescita, mentre la dinamica degli investimenti ha segnalato contrazioni, per l’intensificarsi delle tensioni commerciali con la Cina, e per le prospettive più incerte del settore manifatturiero, che hanno attenuato i benefici derivanti dal programma di stimoli fiscali e di incremento della spesa pubblica. Per il complesso dell’anno si prevede una crescita del PIL pari al 2,3%.

Gli investimenti in costruzioni sono stimati in moderato sviluppo, sostenuti dalla crescita nelle infrastrutture, dalla stabilizzazione del comparto residenziale e qualche contrazione nel commerciale.

Le nostre vendite di cemento, grazie alle favorevoli condizioni climatiche che hanno caratterizzato la seconda metà dell’anno, mesi invernali compresi, sono andate migliorando nel secondo semestre, chiudendo l’esercizio in robusto avanzamento rispetto al 2018, fortemente condizionato da freddo intenso in avvio d’anno e dall’alta piovosità nel terzo trimestre. I prezzi di vendita, espressi in valuta locale, sono risultati in leggero miglioramento.

La produzione del calcestruzzo preconfezionato, presente particolarmente nello stato del Texas, ha registrato un progresso ancora più marcato, sostenuto da una crescita moderata dei prezzi.

Il fatturato complessivo si è attestato a 1.242 milioni, in robusto aumento (+16,2%) rispetto ai 1.070 milioni dell’esercizio precedente. L’apprezzamento del dollaro ha avuto un impatto positivo sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio i ricavi sarebbero cresciuti del 10,1%.

Messico (valutazione al patrimonio netto)

L’attività economica, nel corso del 2019, si è contratta visibilmente, risentendo sia del rallentamento del settore manifatturiero globale sia dei drastici tagli alla spesa ed investimenti pubblici, nonché per alcuni sviluppi di politica economica assunti dalla nuova amministrazione, che hanno intensificato le incertezze ed influenzato negativamente gli investimenti privati e la fiducia delle imprese. Le esportazioni nette, nonostante l’inasprimento delle tensioni commerciali internazionali, e la domanda interna, anche se con un profilo più debole, hanno continuato a sostenere la congiuntura. La crescita del PIL per l’intero anno 2019 è prevista marginale, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente, mentre il tasso di inflazione si è confermato in ulteriore riduzione (+3,8%). Il livello degli investimenti nel settore delle costruzioni si è indebolito.

In tale contesto, le vendite della collegata Corporación Moctezuma, dopo il calo evidente realizzato nel primo semestre, hanno incominciato a stabilizzarsi, chiudendo l’esercizio in arretramento, ma in modo meno sfavorevole rispetto ai livelli registrati nei primi sei mesi dell’anno, con prezzi, in valuta locale, in contrazione. Parimenti, anche le produzioni di calcestruzzo preconfezionato hanno espresso una ancora più marcata flessione rispetto ai livelli dell’anno precedente, ma i relativi prezzi, in valuta locale, sono migliorati.

Con riferimento al 100% della collegata, il fatturato è stimato a poco più di 590 milioni, in flessione di circa il 5% sull’esercizio precedente, nonostante l’apprezzamento del peso messicano abbia impattato positivamente sulla traduzione dei risultati in euro: a parità del tasso di cambio il fatturato sarebbe diminuito del 10% circa. Brasile (valutazione al patrimonio netto)

Anche per l’anno in corso, il ritmo della ripresa si è mantenuto modesto rispetto alle potenzialità del Paese; l’espansione del prodotto è attesa al +1,2%, in linea con gli sviluppi realizzati nel biennio precedente, sostenuta dal miglioramento della fiducia dei consumatori e dal rafforzamento degli investimenti. La nuova amministrazione ha predisposto un ambizioso piano di iniziative e riforme strutturali per implementare le infrastrutture, riformare il sistema pensionistico, sviluppare l’iniziativa privata, ridurre la presenza dello stato nell’economia e semplificare il sistema fiscale, che sono attese produrre significativi rafforzamenti del ciclo espansivo. Gli investimenti in costruzioni, dopo un biennio in contrazione, sono attesi in positiva evoluzione.

Le spedizioni di cemento realizzate dalla nuova joint venture hanno mantenuto uno sviluppo positivo, soprattutto grazie al contributo della regione del Nord-est, dove il miglioramento è stato più marcato. I prezzi di vendita medi, in valuta locale, hanno registrato un marginale miglioramento. Il fatturato dell’esercizio 2019, riferito al 100% della collegata, è risultato in lieve aumento, passando dai 133 milioni registrati nel 2018, a circa 135 milioni. Il deprezzamento del real brasiliano ha influito negativamente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio, il fatturato sarebbe aumentato di circa 5 milioni.

Previsione 2019

Grazie a condizioni climatiche relativamente favorevoli, anche l’ultimo trimestre ha chiuso con vendite superiori a quelle dello stesso periodo dell’anno precedente, confermando gli sviluppi positivi della domanda e dei prezzi, in modo particolare in Stati Uniti d’America,

Europa Orientale ed Italia.

Sulla base delle informazioni preliminari disponibili, prevediamo che il bilancio consolidato dell'esercizio 2019 si chiuda con un margine operativo lordo ricorrente di circa 700 milioni di euro, di cui 20 milioni circa derivanti dall’effetto cambio favorevole.

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Rettifica calendario annuale eventi societari 2020

A rettifica del calendario degli eventi societari già reso noto ai sensi dell’art. 2.6.2 del Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A., si comunica infine che il Consiglio di Amministrazione per l’approvazione del progetto di bilancio d’esercizio e del  bilancio consolidato relativi all’esercizio 2019, inizialmente previsto per il giorno 26 marzo2020, si terrà in data 25 marzo 2020.

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