Amianto in Brasile: sentenza della Corte Costituzionale rinviata al 17 agosto

Alle udienze, a Brasilia, presente anche una delegazione Afeva composta da Bruno Pesce e Italo Ferrero

BRASILIA

Giovedì 10 agosto a Brasília, presso la Corte Costituzionale brasiliana, è iniziato il giudizio sia delle leggi statali e comunali, che hanno bandito l’amianto nel proprio territorio, sia della legge federale che consente “l’utilizzo controllato” dell’amianto. All'udienza è presente anche una delegazione dell'Afeva, composta da Bruno Pesce e da Italo Ferrero, che ha lavorato a lungo nella Eternit brasiliana negli anni '50 e '60.

Dopo una serie di interventi delle  parti in causa e di alcuni giudici, la presidente della Suprema Corte ha rinviato il giudizio al 17 agosto.

L’Abrea (l'associazione delle vittime dell'amianto in Brasile, omologa dell'Afeva) e le altre associazioni delle vittime e famigliari, quelle dei procuratori e dei magistrati del lavoro, sindacati parlamentari, manifestano la speranza di un esito positivo che apra finalmente la strada per la messa al bando dell’amianto in tutto il Brasile.

Con notevole sodisfazione si è ascoltato il giudice Dias Toffoli che ha dichiarato il suo ravvedimento circa la continuità dell’ utilizzo dell’amianto, sostenendo l’incostituzionalità della legge sull’ “utilizzo controllato”, e quindi la validità delle singole leggi statali che già hanno bandito l’amianto.

“La messa al bando dell'amianto in Brasile – commentano Fernanda Giannasi, Bruno Pesce e Italo Ferrero – è all’ordine del giorno! Questo grazie alla lunga lotta dei famigliari e vittime dell’amianto collegati con l’Abrea, che ha visto la crescente partecipazione di parti importanti della società civile e delle istituzioni, in stretta colaborazione con il movimento internazionale di lotta contro il crimine dell'utilizzo della fibra killer. La mobilitazione continua!”

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