A Casale la consegna del premio 'Luisa Minazzi - Ambientalista dell'anno'

Le votazioni sono aperte: chi sono gli otto candidati e come esprimere la propria preferenza

CASALE MONFERRATO

Si svolgerà a Casale, nella prima metà di dicembre, la cerimonia di consegna del premio 'Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno', organizzato da Legambiente e da La Nuova Ecologia, e dedicato all'indimenticata insegnante e ambientalista casalese, ennesima vittima del mesotelioma. La cerimonia, la cui data è ancora da definire a seconda della disponibilità della persona che sarà premiata, si articolerà in due momenti: al mattino un incontro con le scuole nella simbolica sede della scuola per l'infanzia 'Minazzi' al Ronzone; al pomeriggio la premiazione vera e propria in Comune. Intanto però sono aperte le votazioni, a cui possono partecipare tutti (di seguito troverete i profili dei candidati e le istruzioni per esprimere la propria preferenza). Se n'è parlato questa mattina in un incontro (nella foto) a cui hanno partecipato Giampaolo Minazzi, fratello di Luisa, Vittorio Giordano di Legambiente, Maria Assunta Prato in rappresentanza dell'Afeva, il direttore de La Nuova Ecologia Marco Fratoddi e il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti.

COME SI ASSEGNA IL PREMIO 'LUISA MINAZZI – AMBIENTALISTA DELL'ANNO'

Con l’edizione 2013 il premio compie un passo importante. La sede si stabilisce a Casale Monferrato (Al),dove si è costituito un comitato promotore che coinvolge diverse associazioni cittadine. Proprio attraverso il comitato sono state selezionate le nomination espresse dalla giuria preliminare di cui fanno parte Rosy Battaglia (giornalista free lance),Paola Bolaffio (presidente di Giornalisti nell’erba),Vittorio Cogliati Dezza (presidente di Legambiente),Tessa Gelisio (conduttrice di programmi tv sull’ambiente),Luca Gioanola (sindaco di Mirabello Monferrato e membro del direttivo dell’associazione Comuni virtuosi),Toni Mira (giornalista del quotidiano Avvenire) e Giuseppe Onufrio (direttore di Greenpeace). Adesso tocca a voi: potete rispedire, tramite posta ordinaria oppure via e-mail (ambientalista2013@lanuovaecologia.it),la scheda che trovate nel numero di settembre 2013 de La Nuova Ecologia, con la vostra preferenza entro e non oltre domenica 10 novembre.

COME VOTARE

Il comitato organizzatore, di cui è presidente onorario Giampaolo Minazzi, è composto da diverse realtà di Casale Monferrato: Afeva (Associazione familiari vittime dell'amianto),Agesci, Auser, Comuni virtuosi, Club Alpino Italiano, Equazione, L'Albero di Valentina, Legambiente Verde Blu e Legambiente Piemonte, Voci della memoria. Il voto va inviato entro e non oltre il 10 novembre 2013 utilizzando la scheda pubblicata su La Nuova Ecologia di settembre oppure inviando un'email con i propri dati anagrafici e la propria preferenza all'indirizzo ambientalista2013@lanuovaecologia.it.

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VALORE SIMBOLICO

La vincitrice o il vincitore riceverà un premio simbolico (una targa e un abbonamento alla rivista) che sarà consegnato a Casale Monferrato. Qui il premio ha trovato casa, nella città attraversata dal dramma dell’amianto ma che trova la forza di guardare verso un futuro di rigenerazione ambientale, sociale ed economica. E qui speriamo di restare a lungo, per raccontare la forza e l’impegno dei prossimi “ambientalisti dell’anno”.

I CANDIDATI

Stefania Baiguera. Brescia, 1970

Sapevate che i bambini di Brescia da dieci anni a questa parte non possono giocare sull’erba dei parchi pubblici? Sedici tra gli spazi verdi della città sono contaminati dai Pcb e dalle diossine provenienti dall’impianto della Caffaro, mai bonificato. Per sollecitare le istituzioni a risolvere il problema questa cittadina attiva, insieme ai genitori della scuola elementare Deledda e al Comitato Brescia Sud, organizza mobilitazioni di ogni genere: dall’occupazione della scuola all’Ecoparade con migliaia di ragazzi. Qualcuno l’ha soprannominata “leonessa”. Lei continua a chiedere che s’informi la popolazione, ad esempio sulle patologie trasmissibili con l’allattamento. Un voto per lei è un voto per la salute dei bresciani che hanno nel sangue il tasso di Pcb più elevato d’Italia e forse del mondo.

Le mamme di Nonsolociripà – 2008

Sono quasi cento, distribuite in 18 regioni, e si sono unite per utilizzare e promuovere i pannolini lavabili. Mamme architetto, educatrici, impiegate, ingegneri, libere professioniste, ostetriche, ricercatrici, traduttrici... Un vero e proprio esercito contro lo spreco, sostenuto anche dai papà, che organizza centinaia di eventi sul territorio. I numeri d’altro canto parlano chiaro, basti pensare che la spesa complessiva in pannolini usa e getta varia fra i 1.300 e i 1.800 euro a bambino, quella per i lavabili, calcolando anche acqua, energia e detersivo, fra i 300 e i 700. Le mamme hanno attivato nove “pannolinoteche” in altrettanti centri urbani (vedi www.nonsolociripa.it) e sottoscritto accordi con le Asl per portare i lavabili nei nidi comunali di Bergamo, Ferrara e Forlì. Così i piccoli crescono nel rispetto dell’ambiente.

Ivan Stomeo. Galatina (LE),1972

Fino ad oggi Melpignano (Le) era famosa soprattutto per la “Notte della taranta”. Adesso però la sua notorietà potrebbe aumentare grazie a questo sindaco che promuove il fotovoltaico sui tetti del paese. Si deve a lui infatti l’idea di costituire una “cooperativa di comunità” alla quale hanno aderito 127 cittadini con l’obiettivo di produrre elettricità per il proprio fabbisogno lasciando i guadagni eccedenti ad opere di pubblica utilità. I soci hanno versato una quota di 25 euro, per il resto il progetto è stato avviato tramite un finanziamento di Banca Etica e Legacoop. In più, per realizzare i 33 tetti fotovoltaici già funzionanti, per una potenza complessiva di 179 KW, è stata utilizzata esclusivamente manodopera locale. E adesso si lavora verso un gruppo d’acquisto per il solare termico.

Renata Lovati. Milano, 1956

È un’imprenditrice agricola ma si definisce più semplicemente una contadina. E che contadina! La sua “Cascina Isola Maria”, nel Parco agricolo sud di Milano, infatti è un’azienda d’eccellenza in cui la produzione agroalimentare bio s’integra con quella di energia da rinnovabili. Ma soprattutto lei è fra le protagoniste della battaglia contro il consumo di suolo in un’area assediata da zone residenziali, capannoni e snodi autostradali. Come la Toem, il nuovo anello della tangenziale ovest di Milano contro il quale organizza l’opposizione di venti aziende agricole premiate con il marchio del Parco; o il proseguimento della Boffalora-Malpensa bloccata da cittadini e sindaci. Votare per lei significa incoraggiare l’alleanza fra agricoltura e ambiente per una gestione consapevole del territorio.

Domenico Lestingi. Conversano (Ba),1961

La sua è una storia che non si dimentica. Lavorava fino allo scorso anno presso una ditta pugliese che gestisce la discarica di Conversano, in Puglia. Durante l’attività quotidiana si è reso conto che lo smaltimento avveniva in maniera illecita. Ha provato più volte a bloccare i camion carichi di rifiuti, mettendosi contro i suoi datori di lavoro ma senza successo. E così è montato sopra una ruspa, ha cominciato a scavare nel terreno antistante un vigneto accanto alla discarica e ha dissotterrato una quantità impressionante d’immondizia. Poi ha mostrato tutto ai carabinieri. Dopo questo gesto eclatante la magistratura ha sequestrato 70 ettari di terreno e aperto le indagini coinvolgendo undici persone con l’accusa di disastro ambientale. Adesso è disoccupato. Non basta per votarlo?

Maurizio Patriciello. Frattaminore (Na),1955

La sua ultima denuncia, tramite un video nel social network, riguarda l’ennesimo sversamento di amianto lungo la superstrada ad Orta di Atella, nel casertano, che grazie a questa sua segnalazione nel giugno scorso è stato rimosso. Ma per il parroco di Caivano (Na) la battaglia contro i crimini ambientali va ben oltre. Lui infatti unisce all’attività pastorale la vigilanza permanente contro i roghi d’immondizia e gli interessi della criminalità organizzata nel trattamento illecito. In più s’impegna in un’attività capillare di educazione alla legalità al fianco della società civile. Amico fraterno del compianto don Peppe Diana, ucciso dalla camorra, lo evoca anche Saviano nel suo Gomorra attraverso la figura di padre Mauro: sosteniamolo insieme alla Campania che guarda al futuro nel segno dell’ambiente e della solidarietà.

Andrea Sforzi. Grosseto, 1967

Se il falco pescatore è tornato in Italia, dopo 42 anni, lo si deve principalmente a lui. Zoologo con la passione per l’avifauna, nonché direttore del Museo di storia naturale di Grosseto, si è impegnato in un difficilissimo progetto per reintrodurre questo rapace, fra i più a rischio del Mediterraneo. E la scorsa primavera, alla foce dell’Ombrone, in prossimità del Parco dell’Uccellina, la terza nidiata è venuta alla luce: i piccoli sono stati battezzati Jean e Luc, in onore di Jean Luc Chiappini, il presidente del Parco della Corsica che aveva donato i primi esemplari e che ad aprile è stato assassinato per ragioni ancora ignote. Quella di Andrea è una missione al servizio della biodiversità: ora sta lanciando il programma “Natura e social mapping” che coinvolge i cittadini nella raccolta di dati per il monitoraggio delle specie.

Giuseppe Di Gennaro. Napoli, 1961

La loro storia comincia quattro generazioni fa, quando da pionieri nel Mezzogiorno hanno avviato la raccolta della carta. E oggi questa azienda, la Di Gennaro spa, rappresenta un punto d’eccellenza in Campania nel recupero dei materiali. Ma l’aspetto più virtuoso della loro attività sta nella forte propensione a educare i cittadini verso la differenziata, un principio di responsabilità ambientale che va oltre gli obiettivi più strettamente industriali. Per lui, il titolare, questa è la vera missione: investire nell’innovazione tecnologica costruendo allo stesso tempo la cultura sociale del recupero in una zona difficile come quella di Caivano, la stessa in cui opera don Patriciello. Due candidati che cercano di rispondere, su terreni diversi, agli stessi problemi.

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